ISTITUTO TECNICO STATALE “A. DE SIMONI - M. QUADRIO” - Via Tonale 18, 23100 SONDRIO - Tel. 0342514516 - Cod. Mecc. SOTD070002
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CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI SONDRIO E PROVINCIA DI SONDRIO

Si comunica che da lunedì 14 maggio a sabato 26 maggio il nostro Istituto ospiterà la mostra Dal pane nero al pane bianco, organizzata dall’ANPI di Milano in collaborazione con l’Istituto per la storia dell’età contemporanea. La mostra ripercorre il decennio tra il 1935 ed il 1945, focalizzandosi sulla storia dell’alimentazione in Italia.

L’allestimento di 26 pannelli viene collocato nell’androne al primo piano ed è aperto alla visita delle nostre classi, in particolare le Quinte, come anche al pubblico ed a scolaresche di altri Istituti, dietro prenotazione alla nostra Segreteria.

Orari : 

Dal lunedì al venerdì: 9.00 - 13.00 / 14.00 - 16.00

Sabato: 9.00 - 13.00

INGRESSO LIBERO

Per le scolaresche prenotazioni allo 0342-514516

 

Si allegano la locandina ed il depliant illustrativo.

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SINTESI DELLA MOSTRA

La mostra si compone di 26 pannelli corredati da foto, documenti e testimonianze, ed è divisa in 5 percorsi

  • Mangiare all’italiana
  • Saperi e Sapori
  • Manca il pane
  • Guerra alla guerra
  • Il gusto della libertà

 

Mangiare all’Italiana

L’autarchia alimentare tra propaganda e realtà

 La politica autarchica era stata lanciata dal regime Fascista come risposta alle sanzioni della Società delle Nazioni nel novembre del 1935 contro l’Italia in seguito all’aggressione dell’Etiopia. “Italianità” e “sobrietà” divennero le parole d’ordine della propaganda fascista che venivano diffuse da giornali e riviste, in particolare quelli femminili. “La parsimonia alimentare” divenne un “dovere civico”. Il pane non doveva essere in alcun modo sciupato: gettarne gli avanzi equivaleva ad essere un “cattivo cittadino”.

 

“Saperi e sapori”

La scuola in prima linea

  Per il regime fascista la scuola rappresentò uno degli strumenti di propaganda per inquadrare i giovani e plasmare l”italiano nuovo”, “devoto alla patria fascista e conscio dei propri doveri”. Letture e dettati, persino le copertine dei quaderni scolastici erano il riflesso dell’economia e della politica nazionale. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, la scuola fu chiamata a dare il suo contributo allo sforzo della Nazione: venivano istituiti gli “ orti di guerra”, dove gli scolari si cimentavano nelle coltivazioni di piccoli orti, nelle vicinanze della scuola.

 

 

“Manca il pane”

Il regime alimentare negli anni della guerra e dell’occupazione tedesca

   Le condizioni di vita della popolazione peggiorarono all’inizio del 1940. Nel gennaio di quell’anno venne introdotta la carta annonaria per la distribuzione dello zucchero e del caffè, a ottobre vennero tesserati olio e grassi e alla fine dell’anno pasta e riso. Nel 1941 il razionamento colpirà il pane. Durante l’occupazione tedesca frutta e verdura sparirono dai negozi, salari e stipendi erano del tutto inadeguati al costo della vita. La fame non dava scampo e per porvi rimedio furono aperte mense collettive e ristoranti di guerra per assicurare ai cittadini un piatto di minestra.

 

“Guerra alla guerra”

Pane e resistenza

La richiesta dell’aumento delle razioni, della distribuzione dei generi alimentari, e dell’istituzione di spacci e  mense nelle fabbriche  furono tra le cause degli scioperi operai del novembre-dicembre 1943. Le agitazioni culminarono nello sciopero generale del 1° marzo 1944. In montagna le brigate partigiane rimanevano per giorni senza pane e carne. Il problema dei viveri veniva risolto acquistando presso i contadini, requisendo generi dai ricchi possidenti, prelevando beni con  rilascio dei buoni del Comitato di Liberazione Nazionale. Quando la lotta partigiana consentiva delle pause, il trovarsi insieme per mangiare assumeva la dimensione di un rito collettivo.

 

“ Il gusto della libertà”

Il pane nero diventa bianco

Alla fine della guerra la dieta degli italiani contemplava 2.347 cal. al giorno contro le oltre 3.000 di britannici e americani. La produzione interna era insufficiente a soddisfare il bisogno alimentare, che veniva integrato con gli aiuti provenienti dalla Uniteted Nations Relief and Rehabilitation Administration. La porzione di pane pro capite alla fine del 1945 era di 200 grammi al giorno. Il latte era distribuito solo ad alcune fasce di età, la carne un lusso per pochi.  A partire dagli anni Cinquanta, con la ripresa economica, la popolazione beneficiò di una dieta più regolare ed equilibrata. Riaprivano trattorie, osterie, “cibi cotti” e si volgeva verso la normalità.

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In allegato:

LOCANDINA (in vari formati)

DEPLIANT 


Pubblicata il 07 aprile 2018

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